Argentina, un anno dopo.

Siamo figli della relatività. Essa ci avvolge, avvolge ogni ambito della nostra vita. Come il tempo, per esempio. Gli anni delle nostre esistenze possono sembrarci lunghi, un interminabile susseguirsi di gioie e dolori; non sono in realtà che un battito di ciglia nell'inarrestabile trascorrere dell'eternità. Quanto è lungo un anno in Argentina? Un battito di ciglia. Proprio così. Un istante. Ed oggi, a un anno da quel 26/08/12 in cui arrivai nella mia amata Ushuaia, nulla mi sembra reale. Mi sembra di non essere mai tornata, di essermi addormentata e di aver sognato tutto quello che successe da allora. L'Argentina ti travolge, ti abbraccia, ti fa sentire parte di lei, ti succhia tutto quello che hai e te lo restituisce doppio, nel bene e anche nel male. E quando tornerai in Italia, la riporterai indietro con te. Sempre che tu non sia come la sottoscritta. In quel caso rimarrai là per sempre e, anche se fisicamente sarai qui, la tua mente volerà alta sopra la montanas y el mar, si insinuerà nei quinchos de la gente, si nutrirà di dulce de leche y sonrisas, e non tornerà più. Ciò ti creerebbe non pochi problemi, fidati. Ma è anche vero che questa è un'altra storia.

Nella migliore delle ipotesi invece tornerai e riporterai indietro una persona diversa. Anzi, diversa non è la parola esatta… sai "solo" più completa, più consapevole, più viva, in tutte le accezioni del termine. Riporterai indietro il ballare fino alle 7 del mattino, il cenare a mezzanotte perché tanto esco alle 2, la magia di quella volta in cui il sole non è mai tramontato (Ushuaia si trova vicino al Polo Sud, ndr). Riporterai indietro i tredici chili di empanadas e alcol, la chitarra delle notti in spiaggia, quei tacchi da cui sei caduta un milione di volte. Sei atea, ma riporterai indietro la preghiera a Dio e alla Madonna perché la abuela (la nonna) ci teneva tanto, le serate a carte col nonno, la spesa con la mamma. Riporterai la paura di un'aggressione a Buenos Aires e forse stavolta eviterai di andare in giro per la stazione di Milano senza prestare attenzione a quello che ti circonda. Riporterà l'orrore dei bambini nudi per la strada, ti chiedano da mangiare, non hai nulla da dargli. Il dolore di un'amica della tua età che deve mandare avanti una famiglia, il padre assente… e quante volte intrattenevi la sorellina di sei anni mentre lui era fuori a cercare disperato la madre tossicodipendente. Riporterai le cavalcate sulla spiaggia quando esistevi solo tu, il cavallo e quel ragazzo che non aveva nient'altro da offrirti se non questo, ma ti è sembrata la stesso la cosa più romantica al mondo. Riporterai il mate, la condivisione, il comprare un pacchetto di biscotti che poi sarà di tutti quelli che ci sono lì, tanto il prossimo lo comprerà qualcun'altro. Riporterai l'orgoglio degli ottimi voti e della domanda: "Ma in Italia sono tutti geni come te?" mentre con modestia scantoni, consapevole che in realtà in Italia arrivi a mala pena al sei. Riporterai le parolacce gridate, le passioni delle loro reazioni e el fuego che tiene a dentro. Riporterai lo spagnolo perfetto di cui ti sei innamorata e nonostante tutte le figure di merda che hai fatto ti mancherà da morire parlarlo. Riporterai a casa un'altra famiglia, e forse ringrazierai quel Dio in cui non credi che i tuoi veri genitori non siano separati come tus padres argentinos. Li vedrai vecchi, stanchi, ti accorgerai di tutto quello che han fatto per te, e di quello che potevi fare per loro, non l'hai mai fatto, inizierai a farlo. Riporterai un legame fraterno per il quale, adesso, anche se tua sorella usa le tue cose non ti arrabbi più e a tuo fratello dici "ti amo". Riporterai a casa più amici argentini di quanti tu ne possa mai avere in Italia o di quanti mai avresti potuto averne in una vita intera, e riporterai lo loro solarità, apertura, socievolezza, solidarietà. Riporterai quelle notte infinite e quei pomeriggi a dormire fino alle 4. Riporterai l'amore per il tuo corpo, ti sentirai sempre bella, sempre apprezzata, perché non conto quello che sei ma chi sei, e solo in Argentina te l'hanno fatto capire. Riporterai indietro la gioia di vivere, l'entusiasmo, la passione, la rabbia, le grida, le risate, quei sorrisi infiniti, quelle emozioni travolgenti che ti fanno sentire vivo, che VIVI, non che sopravvivi. Tutto questo e molto altro ancora riporterai. A volte verrai capito, a volte no, a volte preso per matto, a volte apprezzato e altre criticato (soprattutto quando arrivi con un'ora di ritardo perché in Argentina la regola è semplice: esci di casa all'ora in cui dovresti essere arrivato all'appuntamento).

E sai cosa succederà? Non ti basterà. Questo punto di arrivo sarà il tuo punto di partenza e continuerai a cercare esperienze che ti arricchiscano tanto quanto quella che hai appena vissuto, perché in fondo è nella natura dell'uomo tendere verso un infinito di completezza al quale non arriverà mai. Alcuni lo vedono come una cosa negativa, Io, mi dispiace, sono argentina, la negatività è esclusa dalla mia vita, e non la penso così. Il porto di conoscenza ed esperienza totale al quale non approderò mai non si scorge neppure in lontananza, è vero. Ma mi volto indietro e sorrido, è il percorso quello che importa, e la vista è spettacolare. Ne è davvero valsa la pena. Anche nelle difficoltà e nei dolori quel tricolore argentino de mi vida mi ha dato qualcosa di cui faccio tesoro. E, da brava sudamericana, il mio primo intervento è quello di condividere il più possibile quello che ho. Con voi. Con chiunque voglia ascoltarmi.

"Non tengo todo planeao ni mi vida resuelta, solo tengo una sonrisa y espero una de vuelta."

"Non ho pianificato né risolto la mia vita, ho solo un sorriso e spero che venga contraccambiato"

Angelica Dal Pin



Share!