Don't compare

Tratto da una pagina di diario di un’exchange student in India, ecco cosa ha imparato Francesca nei primi giorni della sua esperienza!

Caro diario,
Dopo un mese e mezzo che sono qui, posso dire di aver imparato una cosa molto importante. Durante gli incontri di formazione di AFS i volontari ci dicevano di sforzarci di non confrontare la nostra esperienza con quella degli altri e più gli incontri erano vicini alla partenza, più questa raccomandazione diventava frequente, ma io non la prendevo molto in considerazione, non la vedevo come una cosa così importante e penso che per gli altri fosse lo stesso. L’ho messa in un cassettino, insieme a tutti i consigli che mi erano stati dati. Poi l’esperienza è cominciata, ero felicissima, sicura che sarebbe stata un’avventura fantastica, pronta a tutto. Nei primi giorni tutto andava bene, tutto nuovo, la curiosità. Lo stesso anche per la maggior parte dei miei compagni di avventura con cui sono sempre in contatto. Ancora prima di partire avevamo creato un gruppo whatsapp per supportarci e condividere i nostri pensieri e ovviamente anche foto e bei momenti.
Sapere cosa facevano gli altri purtroppo qualche volta faceva male: qualcuno aveva tanti amici già dopo due giorni a scuola, qualcuno aveva visitato una città nuova, qualcuno era salito su un elefante, altri si erano incontrati nel centro locale tutti insieme. L’invidia, si perché quella cosa che senti nella pancia e ti fa male è invidia, ecco mi faceva sentire triste, come se mi mancasse qualcosa, come se volessi essere in un altro posto. Per non parlare di quando vedevo che le mie amiche in Paraguay o Honduras andavano a far festa fino a notte fonda e io non ero ancora uscita una volta con gli amici, nemmeno di giorno. Tutto questo mi portava a sentire in certi momenti un forte senso di insoddisfazione.

Poi si è accesa una lampadina “Non comparare le esperienze, saranno tutte diverse!!” E mi sono accorta che era veramente così ed era una cosa davvero importante, io stavo vivendo qualcosa e gli altri avevano semplicemente avuto occasioni diverse. E se sono felice di quello che sto vivendo e delle persone che ho incontrato e tutto ciò è la conseguenza delle mie scelte e sono davvero contenta delle scelte che ho fatto, allora a cosa serve essere invidiosa? A cosa serve vedere quello che non ho piuttosto che essere felice di quello che ho?
E ho capito che per fare ciò non dovevo evitare di sapere quello che gli altri stavano facendo, anzi, una volta realizzato tutto questo ho iniziato a vedere le esperienze degli altri in un modo diverso. Prima di tutto essendo felice per loro e poi prendendo spunto, utilizzandole per migliorare la mia. Perché se mi fossi fermata a pensare a quello che avrei potuto fare se fossi stata in un'altra situazione non avrei ancora finito e sarebbe stato estremamente deleterio. Invece provando a non paragonare mi sono accorta che ero molto più serena e riuscivo a godermi ogni momento e mi sono abituata ad affrontare tutto in questo modo. La cosa più bella è che ho realizzato che questa cosa non vale solo per l’exchange program! Perché se questo trucco rende lo scambio migliore, dovrebbe valere per qualsiasi situazione della vita no? Voglio imparare a vivere così!
Grazie a Intercultura, i volontari, la mia famiglia e a tutte le persone fantastiche che ho incontrato!
Comunque sono solo all’inizio, chissà quante altre cose ho da imparare…

Francesca



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