Natale e fine dell’anno… dove è la differenza?

In Italia le celebrazioni del Natale e del Capodanno differiscono molto fra di loro.
E' uguale anche in Honduras? Scoprilo con Giorgia!



Hola a todos, soy Giorgia. Ciao a tutti, sono Giorgia e sto facendo grazie a Intercultura un anno all’estero in Honduras.

Volevo raccontarvi un po’il mio strano Natale per trasmettere anche a voi lettori la gioia e il calore che mi hanno trasmesso i miei parenti latino americani in queste feste.

La preparazione è iniziata già mesi prima del 25 perché la mia famiglia ospitante in attesa di questo grande giorno ha comprato un maiale e 12 galline. Già… vi sembrerà strano, ma qua quando si parla di feste in famiglia non sono come in Italia dove al massimo ci sono 10/15 persone, più o meno si arriva sempre sulla trentina/quarantina.

La mia vigilia di natale è stata una giornata piena di impegni. Mi sono svegliata alle 5 del mattino con mia madre ospitante per andare a comprare al mercato del paese gli ultimi cibi freschi per la grande cena. Ho passato la mattinata a cucinare per poi andare nel primo pomeriggio dal parrucchiere con tutta la famiglia. Durante la cena natalizia come durante la cena dell’ultimo dell’anno tutte le persone devono indossare vestiti eleganti e nuovi perché per questo popolo rendersi più belli e eleganti per due volte all’anno è sintomo di importanza.

La serata del 25 è iniziata verso le 7 di sera con la messa cattolica per poi continuare verso le 8 quando tutti i parenti hanno iniziato a arrivare a casa mia. È tradizione che fino a mezzanotte non si possa mangiare e quindi per non annoiarsi e perdere tempo si inizia a ballare qualsiasi tipo di ballo latino americano.

Il ballo in Honduras è una forma d’arte. Io non ho mai amato ballare ma da quando sono arrivata in questo paese ho capito che la danza è una delle forme più perfette di comunicazione e ti aiuta a esprimere i sentimenti che a parole non sempre si riescono a esprimere.

A mezzanotte in punto dopo il grande abbraccio natalizio è iniziata l’apertura dei regali. I regali sono molto più semplici che in Italia perché qua l’obiettivo delle persone non è quanto è costato o di che marca è il regalo, ma il pensiero e soprattutto che significato ha questo regalo per me.

Ormai a notte fonda si inizia a cenare con cibi tipici hondureni, come i tamales (un cibo tipico che si prepara il 23 dicembre in quantità industriali), il maiale ripieno, galline ripiene, insalata di patate, torrejas… per poi continuare a ballare fino alle 5 del mattino.

La differenza maggiore che ho notato rispetto all’Italia è che tutta la famiglia si gode questa giornata fino all’ultimo minuto, nessuno va a dormire anche se è stanco, nessuno si sdraia nel divano perché è tardi, no, e no, è Natale e tutti stanno svegli a parlare giocare ballare o cantare.

In questa notte se dormi 3 ore sei fortunato perché alle 9 del mattino si parte per andare al mare. Una tradizione di tutte le persone in Honduras che vivono vicino alla costa è quella del passare il giorno di Natale in spiaggia. È stato davvero strano per me, una ragazzina che viene da una città come Bergamo, dove se a Natale non esci vestita a “cipolla” muori congelata, passare il 25 dicembre in spiaggia in costume.

Dopo neanche una settimana questa grande festa sembra ripetersi. Il 31 dicembre non è come tutti voi ragazzi italiani vi starete aspettando, non è una grande festa con gli amici come siamo abituati a fare in Italia. Il capodanno qua in Honduras è molto simile al Natale; la preparazione del 31 è esattamente uguale a quella del 24, l’unica differenza che nella notte del 31 non ci sono i regali da aprire.

Una tra le tante tradizioni hondurene che ho apprezzato di più è stata la solita ricorrenza di bruciare alla mezzanotte in punto del 31 un vecchietto fatto di polveri, fuochi di artificio e giornale per rappresentare l’abbandono delle cose cattive dell’anno passato e aprire le porte a un nuovo anno. È molto divertente questa tradizione perché i vari vecchietti rappresentano sempre o un personaggio del cinema o un politico e nei giorni precedenti al 31 le strade si riempiono di bambini che chiedono soldi con l’obiettivo di comprare più polveri e fuochi per riempire il proprio “pupazzo” mostrando che personaggio andranno a rappresentare.

Altre usanze di questo paese sono mangiare i 12 chicchi di uva a mezzanotte per esprimere 12 desideri, o preparare una valigia piena di vestiti in base al posto che ti piacerebbe visitare in questo nuovo anno.

L’ultima cosa divertente che voglio raccontarvi è una tradizione tipica della mia città hondurena. In questa città durante il periodo natalizio molte famiglia partecipano a una gara dove l’obiettivo è creare il presepio più grande e bello.

Queste case lasciano il libero accesso al presepio a tutte le persone a qualsiasi ora della giornata. La competizione finisce il 6 gennaio con il risultato finale e la premiazione del vincitore.

Spero di avervi fatto entrare nello spirito natalizio hondureno e di avervi trasmetto le mie strane emozioni provate in queste giornate. Non posso negarvi che non mi è mancata la mia famiglia italiana, ma posso giurarvi che in questo paese hanno fatto di tutto per farmi sentire in casa e parte della famiglia.


Io che festeggio


Il mio presepio preferito


Il fantastico vecchiotto costruito da me e i miei cugini


Regali


La preparazione dei tamales



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