Lettere dal mondo 2011-2012

Ma cosa raccontano i nostri ragazzi in giro per il mondo?
Siete curiosi?

Leggete qualcuna delle lettere che mandano in Italia in cui raccontano le loro esperienze!

Ecco a voi le lettere dell'anno scolastico 2011-2012!


Giacomo dagli Stati Uniti d'America (Febbraio 2012)

"Un grandissimo saluto dal Wisconsin!!!

Qui a parte il freddo e il gelo procede tutto alla grande, la mia famiglia è perfetta mi trovo benissimo e mi stanno davvero aiutando a rendere questa esperienza indimenticabile.

A scuola ho tantissimi amici tutti mi vogliono bene forse anche perché gli studenti stranieri sono molto considerati all'interno della scuola, il sistema scolastico è molto diverso ma divertente gli Americani fanno tantissimo sport e il bello è che tutto è all'interno della scuola, sono stato in Colorado per le vacanze di natale , mi sono divertito tantissimo!

Ho imparato diversi sport come giocare a calcio e seguire il Football in televisione, mi trovo spesso con i miei compagni di sport dopo le partite per guardare un film o per giocare a ping pong o biliardo nel seminterrato.

Due settimane fa mi sono addirittura ricongiunto dopo 5 mesi in Chicago con mio fratello ho passato davvero un bel pomeriggio e ho potuto conoscere la sua famiglia, è stato davvero emozionante!

Con il passare del tempo mi sono reso conto che tutto questo è importantissimo per la mia crescita e chi mi rimarrà come un tesoro da conservare per il resto della mia vita, mi sento davvero di ringraziare tutti voi, volontari di di Intercultura per avermi dato l'opportunità di partire per un esperienza come questa.

Ora mi tornano davvero utili tutti gli insegnamenti durante gli orientamenti per affrontare al meglio gli ostacoli che si possono trovare durante il cammino, mi sento davvero fortunato di aver potuto conoscere un altra cultura e altri modi di fare mi a cambiato e aperto al mondo, mi ha fatto capire quanto il mondo è grande e meraviglioso.

Grazie di tutto!!!"






Agata dagli Stati Uniti d'America

"Ti rendi conto di essere immerso in un mondo nuovo solo dopo un po' di tempo, quando tutti quei piccoli gesti strani e inspiegabili -che pero' tutti fanno e che tu prontamente devi imitare- diventano un'abitudine, ed inizi a non farci piu' caso. E cosi', all'improvviso, ti accorgi che chiami mamma e papa' due perfetti estranei, ti accorgi di provare un affetto incondizionato per loro e per i tuoi fratelli, che condividono tutto con te nonostante tu, da un giorno all'altro, abbia scombussolato la loro camera e anche la loro vita. Come all'improvviso ti accorgi che anche tu, ogni mattina, quando la campanella suona, ti alzi in piedi, con la mano sul cuore, per giurare fedelta' alla bandiera degli Stati Uniti d'America.
Poco alla volta pero' ci fai l'abitudine, mangi anche tu di fronte alla tv, sul divano, e non sul tavolo con tutta la famiglia; cammini scalzo ovunque; in casa e fuori, saluti i cani prima di uscire di casa come fossero delle persone; non indossi vestiti stirati, ma li togli direttamente dall'asciugatrice; mangi e chiami cibo italiano quei piatti che non hanno niente a che vedere con l'Italia…

E l'unica cosa che ti resta da fare e' sorridere, anche se non capisci cosa ti sta succedendo attorno. Perche' tutto cio' ti fa apprezzare quello che hai lasciato oltre l'oceano, le piccole cose che erano scontate a casa e che qui sono cosi' pazze ed inimmaginabili.
E cosi' capisci che cultura non significa “l'insieme delle credenze, tradizioni, norme e conoscenze di un popolo intero”, bensi' quei piccoli gesti quotidiani che ti fanno capire che cio' che gli altri fanno non e' pazzo, insensato e sbagliato, ma solo diverso."






Caterina dalla Finlandia

"La mia scuola è piuttosto grande e nuova; si trova in una zona molto trafficata rispetto al quartiere in cui vivo; nonostante sia circondata da supermercati, campi da calcio e da baseball, pub e altri locali, dietro ad essa si estende naturalmente la foresta!
Le scuole qui sono cosí diverse, sono attrezzatissime, oltre alla solita palestra con campo da basket, volleyball, calcio, abbiamo due palestre con macchianari per il sollevamento pesi, tapis roulant, cyclette... Per non parlare dei laboratori di fisica, dell`aula di musica, in cui si possono trovare una trentina di chitarre, un pianoforte, una batteria, bonghi, tastiere... Di tutto! Le classi sono grandissime, in ognuna ci sono computer e altri mezzi tecnologici indispensabili perfino per la lezione di musica :D) ; tutto è pulitissimo e nuovo, la mensa dove mangiamo a pranzo è usata anche come bar, dal momento che ha davvero di tutto dai gelati ai tipici dolci finlandesi, perciò è sfruttata come luogo di ritrovo durante le ore buche o nelle pause; ovunque ci sono divani e poltrone con tavolini su cui ci si può rilassare o portarsi avanti con i compiti e in ogni corridoio televisori al plasma dove scorrono le ultime novitá della scuola... L'atmosfera è gradevole e rilassata, molti professori e studenti non usano le scarpe a scuola (in Finlandia non è educazione indossare le scarpe o le ciabatte in casa); non esistono campanelle o registri di classe su cui segnare ritardi o assenze: chi arriva in ritardo puó tranquillamente entrare in classe scusandosi con il professore.
Le ragazze finlandesi sono molto gentili, non si stufano mai di ripetere i loro nomi quando non li capisco (il che accade piuttosto spesso) e non mi lasciano mai sola, sono davvero dolcissime :D i ragazzi invece sono molto molto molto timidi, mi rivolgono a stento la parola perche`sono preoccupatissimi di fare errori nel parlare inglese... Ma anche loro sono davvero molto gentili!

Il sistema scolastico è totalmente differente da quello italiano: qui le ore durano 75 minuti, a cui ne seguono 15 di pausa per spostarsi nelle altre classi, impresa non così semplice data la grandezza della scuola, però gli altri studenti sono sempre disposti ad accompagnarmi, o meglio, a guidarmi tra gli infiniti corridoi. Ognuno è libero di scegliere i corsi che vuole, anche se alcuni sono obbligatori, non esistono perciò classi o orari comuni, ciascuno di noi ha il proprio orario con le proprie materie, può dunque capitare di avere la prima lezione alle 9:45 e l'ultima alle 16:30, si possono avere ore buche in cui poter andare in biblioteca, nella sala computer, o in mensa. Una volta alla settimana, per mezz'ora, ci si ritrova con la propria classe (sì, ci sono delle classi, ma solo per dividere gli studenti del primo, del secondo e del terzo anno), in questi momenti, l`insegnante della classe fornisce informazioni circa le novità all'interno della scuola.
Non sono sicura che questo sistema sia migliore di quello italiano, qui gli studenti sono più autonomi e hanno la possibilità di gestire le ore di studio, sia a scuola che a casa, come preferiscono; gli esami infatti si svolgono in una settimana, alla fine di ogni periodo, in cui le lezioni vengono sospese, ma credo che in Italia abbiamo piú possibilitá di recuperare o migliorare i nostri voti, di dimostrare quello che sappiamo fare, insomma metterci alla prova! Anche il rapporto con gli insegnanti e` molto diverso, non esiste alcun tipo di formalità, sono prima di tutto persone ai nostri occhi, quindi sono sempre disponibili a fermarsi un po' di più dopo le lezioni per chiarire eventuali dubbi o problemi, ma anche a passare insieme il pranzo se c'è qualcosa di importante di cui si ha bisogno di parlare.

...Qui inizia a diventare sempre un po´ piú buio e freddo!!! La mattina mi sveglio ed é scurissimo, vorrei soltanto tornare a dormire! Quindi ho iniziato a prendere la vitamina D! Qui la prendono tutti d`inverno visto che non c´é tanto sole! Sabato sera sono andata ad una partita di calcio di alcuni miei compagni di scuola e stavo gelando!!!!! C´erano a malapena 4 gradi!!!! Tutti mi guardavano ridendo e dicevano:"Tervetuloa Suomessa!" (Benvenuta in Finlandia!)! Sará un inverno lungo, buio e freddo! Ma mi hanno detto che quando nevica va meglio perché il candore della neve "illumina" le strade! Ma dove sono finita?!?!?!?!?!

...Se hai qualche problema nella comprensione di quanto scrivo tranquilla, tutto normale, é colpa mia, il mio italiano non é dei migliori ultimamente, lo so, deve essere un duro colpo per te ma non posso farci niente... Quando chiamano i miei genitori é cosí difficile parlare italiano!! Non riesco a trovare nemmeno le parole piú semplici come "palazzo" o "casco"... Avresti dovuto vedermi, o meglio sentirmi al primo weekend con gli altri exchange students! Non parlavo italiano da un mese e quando ho ritrovato gli altri italiani e abbiamo cercato di parlare in italiano é stato divertentissimo! Rispondevamo un po' in italiano, un po' in inglese e un po´ in finlandese!!!! Thank you! Kiitos! Guarda che puoi parlare italiano con me! I congiuntivi... Mai sentiti!!!!"





Olga dalla Cina

"Cosa posso dire di questa Cina?

Potrei scrivere libri interi, e conta che sono arrivata da poco più di 10 giorni. E' una Cina che quasi non si riesce a spiegare... Uno per capirla deve viverla direttamente su se stesso. E forse è proprio questo che ti fa capire che cosa vuol dire partire, prendere consapevolezza di stare via da casa 10 mesi, e soprattutto renderti conto di dove sei finito. Uscire per strada con un dizionario, un frasario, una cartina, un blocchetto per disegnare ideogrammi, un cellulare, il libro di cinese... Tutto in mano nel tentativo di riuscire a fare una frase di senso compiuto, per poi scoprire alla fine che è praticamente impossibile, perché nessuno ti capisce lo stesso. Uscire di casa credendo di essere pronto a tutto, preparato perlomeno. E invece è un conto se le cose te le raccontano, è un conto se le vedi con i tuoi occhi! Camminare per strada, e vedere da un lato palazzi altissimi, mille colori, insegne gigantesche (e ti deprimi perché è tutto scritto in cinese e tu non capisci nulla) e dall'altro dei bambini che si rotolano per terra, hanno il buco nei pantaloni; famiglie che vivono in cunicoli strettissimi senza luce né acqua corrente... Capire che quest'esperienza è vera, e tu devi viverla, perché non puoi mollare proprio ora quando la strada sta per svoltare nel punto più panoramico. E' difficile, estremamente complicato. Devi mettere anima e corpo, e lavorare dentro te stessa, e cercare di capire che quello che vuoi davvero non è la tua mamma o il tuo papà.. Forse è poter chiamare mamma e papà qualcun'altro, e crederci davvero. Non vuoi tornare alle tue abitudini italiane, forse vuoi che quelle cinesi si approprino di te. E' una lotta contro se stessi, la parte bambina stretta in un angolo, e quella adulta che cerca di farsi spazio, ma è sempre in allerta, ed alcune volte si tira indietro. E' così strano pensare di essere qui, lontano da casa, svegliarsi al mattino e fare il conto alla rovescia affinché dove ci sono le persone che ami spunti il sole... E' strano fare ogni piccola cosa, vedere ogni persona, confrontarsi con le mille esperienze della vita quotidiana."


-----



"E' tutto così diverso qui. Dai cartelli stradali, ai guidatori impazziti per strada, ai clacson continui... Riso al posto del pane, salato al posto del dolce, mix impensabili di cibo e di profumi... Camminare per strada, tutti ti guardano minuziosamente, i bambini con quell'aria curiosa perché tu hai gli occhi a palla e i capelli a cavatappo, e non a spaghetto. Insomma, è una Cina così strana, così distante dall'Italia, che sicuramente mi ci vorrà molto tempo per digerirla... Bisogna prendere le piccole cose positive di ogni giorno come stimolo ad andare avanti! Dal sorriso del bambino che ti corre incontro, dal fatto che riesci a dire al taxista il luogo in cui ti deve portare, o semplicemente un signore che ti ferma per strada perché vuole regalarti un fiore. Insomma, sembra siano passati mesi! Ogni giorno c'è qual qualcosa che ti stupisce, e anche quando sei giù di morale, in un modo o nell'altro per qualche ora riesci a non esserlo; sorridi e cerchi di farti sorprendere sempre.

Ci sono le più piccole cose che riescono davvero a riempirti il cuore...
Entri in classe alla mattina con la divisa, i maschi fischiano, le ragazze ti circondano e ti ritrovi sul banco uno yoghurt e cioccolato di ogni tipo... La tua compagna, Sherry, che dopo nemmeno un mese che ti conosce si avvicina, ti abbraccia e ti dice: “You can't imagine how much I'll miss you when you will come back to Italy”; Nora, cinese super fashion della classe internazionale che ti vede, inizia a saltellare urlando “Oh, oh, oh, I'm so excited to see you!” e tu “Why?” e lei “Just because are you!”; Ming, ragazza cinese stata un anno in Germania che è praticamente diventata tua sorella, ti corre incontro, ti stampa due baci sulle guance, ti prende per mano e ti presenta mezza scuola... Essere circondata per un intero pomeriggio da cinesini e cinesine che fanno di tutto pur di insegnarti qualcosa; ridono incuriositi per le facce strane che fai quando non capisci, si azzuffano per tradurti i caratteri, diventano ultras quando azzecchi la pronuncia corretta... Tutti così sorridenti, disponibili, complici... Come se non aspettassero altro che te. E' stata una sensazione bellissima; percepire il calore di tutte queste persone che potrebbero benissimo fregarsene, invece sono lì e farebbero di tutto pur di stare con te, e condividere questa tua nuova vita.. Come se farne parte sia il premio più grande che possano ricevere, un privilegio che non tutti si possono permettere. Ti fanno sentire importante, ti danno tutto in cambio di niente, o quasi.
Cina vuole dire indossare per 48 o quasi solo l'uniforme scolastica, marciare alla cerimonia di inaugurazione dello sport meeting in centro al gruppo con la fascia rossa della tua classe. Cina significa imparare la prima parte dei morning exercises ed esultare come una cretina; incitare i compagni cinesi in CINESE!, a voce e scrivendo frasi di incoraggiamento (che hanno addirittura letto al microfono perché “noi siamo fortunati ad avere te nella nostra scuola, quello che fai, scrivi e dici può essere solo un arricchimento per noi”). Essere invitata al cinema in occasione dei National Days; cantare canzoncine in inglese cinese e italiano perché tutti sono curiosi di sentire la diversità tra queste lingue, e vedere se sei intonata, per poi scoppiare in un applauso e attirare l'attenzione di mezza scuola. Apprezzare il semplice gesto della tua compagna di banco che, vedendoti da sola, mezza spaesata, ti prende sottobraccio e ride insieme a te, perché la guardi disperata e non capisci niente xD...
Cina vuol dire assistere ad uno spettacolo di persone disabili, capire solo dopo mezz'ora che le bellissime ragazze che ballano Lady Gaga sono sordomute e sentirsi un'emerita idiota. Cina significa scoprire che i genitori di una delle ragazze cinesi più in gamba che conosci hanno dovuto pagare la modica cifra di 250000 yuan per avere un secondo figlio, lei.
Cina è uscire di casa alle 6.50 del mattino, fare lezione con i tuoi compagni cinesi fino alle 12 e scrivere centinaia di caratteri ricordandosene una decina; nel pomeriggio studiare cultura, storia cinese e taiji con gli altri afsers e alla sera unirti alla classe internazionale fino alle 21, tornando a casa stanca ma felice. Fare i morning exercises tutte le sante mattine e renderti conto di essere un'impedita cronica; è la cerimonia dell'alzabandiera al lunedì mattina, canticchiando l'inno nazionale mentre la bandiera rossa e gialla si staglia contro il cielo azzurro, e ti viene la pelle d'oca tanta l'emozione. Cina è passare bigliettini sotto banco con frasi in inglese da tradurre, e battezzare l'astuccio leone con TIGER (nome inglese) e LAO HU (nome cinese). Cina è passeggiare per strada, fermare i cinesi più strani e chiedere “Ciao, come ti chiami?”; è spendere 50 yuan per fare colazione, insultare gli aggeggi della Bank of China perché non ti fanno prelevare, o provare innumerevoli obrobriosi paia di scarpe cinesi solo ed esclusivamente per ridere. Cina è fare amicizia con il ragazzo che è stato in Italia un anno, incontrare per caso un francese, fermarsi a conoscere occidentali che sembran simpatiche (non senza imbarazzo).
Cina è uscire con persone da tutto il mondo; è parlare Inglese, cinese, italiano, e impapinarsi ogni tre per due perché non capisci con quale lingua devi comunicare.

Cina è… Cina O.O

Sono stati dei giorni splendidi.

E' come se avessi avuto la possibilità di guardare nello spioncino della porta che devo aprire qui in Cina, e ho visto che aldilà c'è una vita bellissima, e che man mano sto girando le chiavi nella toppa.

A dirla tutta, è come se mi fossi sentita un po' a casa. Ma non a casa come la intendo da sempre, una "nuova" casa. Un altro modo di sentire vicino le persone, di vedere che gli altri iniziano a tenere a te anche se diversamente da quello a cui sei abituata. E' una sensazione strana; è un miscuglio di emozioni che non riesco a mettere in ordine, non è tutto così nero, anzi! Davvero, ogni singolo istante mi sembra così straordinario.

Ogni piccola cosa che faccio (e che in Italia ho sempre fatto per abitudine), ora la guardo con occhi che la ingigantiscono. E' come se stessi imparando a dare la giusta importanza, il giusto peso a tutte quelle azioni che compio nell'arco di una giornata; imparo a dare valore alle cose ed apprezzare ogni istante, vivermelo fino in fondo. Ed è come se lo spazio nel mio corpo, nella mia mente, si fosse moltiplicato. Anzi, centuplicato. E' come se potessi provare ogni sentimento ed emozione amplificata, al massimo volume; all'inizio magari da un po' fastidio, ma credo ci si debba semplicemente fare l'abitudine; alla fin fine la musica è bella se la ascolti alta, come se entrasse dentro di te."





Giulia dalla Norvegia

"Iniziamo col dire che qua (davvero!) la gente è davvero simpatica! Certo, non capisco più dello 0.1% delle loro conversazioni (in poche parole capisco «non», «bene» «io» e il resto vado a fantasia – e a volte ci prendo pure!) e mi baso per lo più su espressioni e gesti che fanno mentre parlano... ...e finora non ho riscontrato ancora grandi differenze con gli italiani -se non che sono paurosamente meno caotici (e non lo concepisco come un male, anzi!). Un giorno, parlando con mamma, ho «scoperto» che probabilmente qui dove mi trovo, non essendo un paese così grande, «tutti conoscono tutti» e quindi le persone fanno una piccola eccezione al «classico norvegese freddo»... Boh, forse non lo saprò mai!
Per quanto riguarda la classe, «alla buon ora» della seconda settimana di scuola sono riuscita a scambiare qualche parola con tutti i miei nuovi compagni, magari qualcuno è più chiacchierone e qualcuno più silenzioso ma tutti okay..!

Non mi posso lamentare nemmeno del mio nuovo gruppo di amiche: nonostante siano spesso impegnate con calcio, drill, piscina, etc... riusciamo quasi sempre a trovare un pomeriggio per uscire o a prendere un gelato (sembra uno scherzo, ma sono seria: si può gustare una coppa di gelato al cocco anche a 10 gradi!!!) o a guardare insieme un telefilm inglese con sottotitoli in norvegese o a semplicemente andare in giro per (quei pochi) negozi che ci sono!

In più il 17 settembre la mia scuola organizzerà una festa chiamata «bli kjent» cioè (più o meno) «per conoscersi». Le ragazze mi hanno già avvisato che saranno eleganti e quindi mi sto preparando psicologicamente ad indossare qualcosa di diverso dai miei amati jeans e maglione!"






Claudia dalla Thailandia

"Il primissimo giorno di scuola ho fatto una specie di giro turistico, nel senso che ho seguito una o due lezioni, però il primo impatto è stato significativo.
L'organizzazione scolastica è molto diversa da quella italiana, ma la cosa che maggiormente mi ha colpito fin da quando sono venuti a prendermi all'aeroporto, è il rapporto fra alunni e insegnanti. Sembra veramente di stare in un altro mondo! Forse nella mia scuola italiana è proprio limitato al minimo indispensabile, ma nella mia scuola thai percepisco un rapporto d'amicizia, un clima in cui si può tranquillamente scherzare, senza che però ci sia mancanza di rispetto, cosa che nelle scuole italiane avviene abbastanza spesso. Non so neanche io trovare bene le parole per descriverlo. Comunque per gli alunni, gli insegnanti sono un vero e proprio punto di riferimento, persone a cui sanno di poter rivolgersi e su cui poter contare nel momento del bisogno, e con loro parlano di qualsiasi argomento. Ma nel momento della valutazione non fanno preferenze, e i ragazzi accettano anche un'eventuale non sufficienza senza prendersela con il professore.
Poi è stato molto bello anche essere al centro dell'attenzione di un intero istituto, il fatto che tutti volessero parlare con te e offrirti da bere e da mangiare!
Potrei scrivere un sacco di altre cose, ma questo è quello che mi ha maggiormente colpito, perché in Italia si respira tutt'altro tipo di clima."






Beatrice dalla Cina

"Se prima di partire ero spaventata sull’orario della sveglia per la scuola, ora sono felicissima di alzarmi alle 5.40 tutti i giorni e entrare nella mia classe un’ora dopo, dove 73 musi gialli mi sorridono pronunciando in un modo orribile ‘hello!’. È bello uscire di casa così presto (col sole già alto e quella temperatura che in italia arriva a metà ottobre) e vedere che altre persone come te stanno facendo già qualcosa, e la loro giornata è già iniziata, e davanti a loro hanno ne hanno una nuova che li aspetta!
Quando sono in giro, molte persone mi sorridono, mi salutano, mi fissano, fanno qualsiasi cosa e ogni tanto qualcuno si ferma e mi chiede da dove vengo, io rispondendo osservo la loro faccia che, al sentire ‘italia’ si illumina e dalla loro bocca esce un ‘aaah wow idali’; questo mi rende molto felice, la mia autostima ogni giorno cresce molto di più.
Anche a scuola le ragazze mi toccano i capelli, mi guardano gli occhi durante le lezioni, toccano le mie cose, come se fossi una divinità, e questo mi riempie di gioia!
Ogni sera prima di andare a letto scrivo il mio diario di viaggio, e penso a quando sara’ finito e quando tra 20 anni lo rileggerò, pensando che sono stata una delle ragazze più fortunate a poter affrontare quest’esperienza.
Forse non sarà tutto bello come per ora lo è stato, ci saranno momenti difficili dove la lontananza da casa di farà sentire e solo la nutella nascosta nell’armadio potrà farti stare meglio, ma per ora il pensiero che io a 17 anni sono in Cina per un anno e che sto imparando la lingua del futuro, sto conoscendo gente nuova con abitudini diverse, provando cibo nuovo e facendo cose che probabilmente se non fossi partita non avrei mai fatto, mi fa pensare che ho proprio fatto la scelta della mia vita e che questa sarà proprio un’esperienza che mi cambierà, sotto tutti gli aspetti.
10 mesi sembrano lunghi, sembrano un’eternità se ci penso, ma poi appena inizio a pensare al tempo che passa, mi accorgo anche, che sono qua già da 1 mese praticamente e questo è volato senza che io me ne accorgessi.
Carpe diem è la frase che ho impresso nella mia mente e che tutti i giorni mi spinge a fare qualcosa di nuovo, a muovermi, e a non rimanere ferma in camera a guardare da un sito cosa succede in italia, perché così questo viaggio non riuscirò a viverlo davvero, entrandoci dentro e non volendoci più uscire.
Confucio diceva ‘ovunque tu vada, vacci con tutto il cuore’ , io sono in Cina da sola e ora voglio che la mia esperienza mi faccia cambiare; sarà un’esperienza fantastica,e quando tornerò in italia, nessuno credo riuscirà a capire cosa ho provato e come mi sono sentita, perché è un’avventura propria, che le altre persone se non la provano su se’ stessi, non sono in grado di apprezzare."






Lisa dal Brasile

"scuola brasiliana...bhe che dire stupenda! :) è un'esperienza di vita che ti insegna ad arrangiarti.
qui nessuno ti dice "segui la lezione", "spegni il telefono", "non ascoltare la musica", qui sei tu e la tua testa!
devi ragionare da solo, devi capire da solo che " la pappa pronta" non c'è per nessuno.. né per i ragazzi brasiliane e nemmeno per te!
per il resto le lezioni sono abbastanza normali..simili a quelle nelle scuole italiane!!
i ragazzi sono tutti molto socievoli e qui nessuno fa pregiudizi per vestiti o scarpe non firmate!
il mondo dei professori è abbastanza diverso da come lo concepiamo noi in italia..qui il professore è "amico" dello studente, puoi contare su di loro in ogni momento!
le classi sono molto grandi e nella mia siamo in 47 ragazzi.
ovviamente con ciò non voglio assolutamente dire che non si studia o che non si fa nulla, anzi devi saperti organizzare molto bene.
gli orari sono molto diversi, la scuola inizia alle 7.20 e termina alle 12.40, sono 6 ore di lezione e 20 min di intervallo tra la terza e la quarta!!
durante l'intervallo chiudono le aule con i lucchetti!! da non credere!!
i ragazzi brasiliani sono appena rientrati dalle vacanze invernali e io ho iniziato con loro la mia avventura.
info utile: scoprire che nelle loro scuole ci sono solo ventilatori e non caloriferi è stato davvero traumatico!
il freddo è veramente micidiale e i ragazzi si portano le coperte in pile per scaldarsi!! :) "






Ludovico dalla Cina

"... Da quel giorno ne sono passati altri 30, in cui e` iniziata una full immersion nel pianeta Cina. Ammetto che i primi giorni non sono stati facili, ma il pensiero( e anche le parole) delle persone a me veramente care e di quei miei AMICI che si sono dimostrati esser tali mi ha aiutato a superare con un sorriso questa partenza un po stentata.

Fortunatamente hanno fatto un gran lavoro i miei nuovi familiari(cinesi) cercando di mettermi subito a mio agio e mettendomi subito a mio agio chiarendo che io sono uno di loro, non l ospite straniero. Inizialmente non mi sentivo proprio così, ma, in una settimana o poco più, sono finalmente riuscito a sentirmi a CASA (家)nel senso del termine cinese.

In questo mese ho scoperto che non bisogna per forza parlare la stessa lingua o conoscerne una comune per capirsi, a volte basta un gesto, un sorriso, un espressione e tutto si fa chiaro e si risolve. Penso di aver sorriso milioni di volte con una faccia stupidissima perché non riuscivo a capire ciò che mi veniva detto ma, fortunatamente, ho sempre trovato persone disponibili a cercar di farmi capire. E posso assicurare che quando alla fine comprendi quello che gli altri intendono ti senti una felicita incredibile addosso. Soprattutto se riesci a trarre qualche insegnamento dall'accaduto.

In questo mese ho imparato anche che la cina é un paese pieno di emozioni e che devo prepararmi a viverle tutte. Nelle prime settimane ho provato e trovato tutte le sensazioni possibili ed immaginabili, ma mi stavo fermamente convincendo che in un mondo così pieno, frenetico e programmato mancassero l'amore e l'affetto verso un prossimo non parente. Ma nell'ultima settimana mi sono fermato ad osservare e a riflettere e ho capito che l'idea che mi stavo facendo era sbagliata. La differenza sta solo nel modo in cui si trovano espresse. Se da noi non è un problema, anzi, mostrare i propri sentimenti liberamente, qui, perlomeno per i ragazzi della nostra eta, è molto difficile esprimerlo davanti a tutti e a volte, per la gran timidezza comune, anche nel privato. Ciò che apprezzo è però lo sforzo e i piccoli gesti che caratterizzano i loro rapporti, che rendono tutto un po' più speciale e magico."




E qualche fotografia ulteriore!!




Share!