Lettere dal mondo 2012-2013: Usa, Venezuela, Cina!

Ma cosa raccontano i nostri ragazzi in giro per il mondo?
Siete curiosi?

Leggete qualcuna delle lettere che mandano in Italia in cui raccontano l'inizio della loro esperienza!

Ecco a voi le lettere dell'anno scolastico 2012-2013!


Frenk dagli Stati Uniti d'America

Ciao a tutti!
Ormai sono già due mesi che sono qui, e devo dire che non posso essere più contento di essere in questo posto fantastico. Per questo devo ringraziare Intercultura di avermi dato questa bellissima opportunità.
Con la famiglia va tutto più che bene il rapporto è perfetto, infatti io sono un ragazzo a cui piace scherzare sempre, loro pure. L’unica cosa che patisco un po’ è il cibo, però sto iniziando a farci l’abitudine. Diciamo che l’arrivo non l’ho patito moltissimo il primo mese è stato un mese di vacanza e fortunatamente ho avuto l’opportunità di conoscere ragazzi della mia scuola entrando nella squadra di cross country, corsa campestre. Lì ho conosciuto tante ragazzi e ragazze gentili e simpatici tutti interessati “all’italiano”. Gli allenamenti all’inizio erano veramente duri, perché la nostra scuola è una delle più forti scuole dello stato negli sport e vogliono essere super competitivi. Però ora sono uno dei più veloci della squadra per cui devo ringraziare l’allenatore, anche se all’inizio mi faceva scoppiare!
Poi è arrivata la scuola e lì è stata dura la prima settimana, rincominciare a svegliarsi presto, il cambiare le classi ad ogni ora, prendere il bus ecc. il primo giorno ricordo che arrivai in ritardo a tutte le classi, e l’appello era abbastanza quando dicevano il mio nome, tutti che si giravano e mi fissavano! Poi nella prima settimana mi hanno cambiato l’orario almeno 7 volte!
Finalmente il lunedì dopo mi han dato il mio orario definitivo, ed ho iniziato ad abituarmici. Questa scuola non è come la mia in Italia: è enorme in confronto, circa 4-5 volte più grande quindi nei primi giorni era difficile superare il traffico di persone per arrivare alle classi e non sempre vedevo i miei compagni di corsa. Ora dopo un po’ di settimane di scuola praticamente tutti mi conoscono e quando mi vedono mi urlano “hi italian stallion”!Infatti qui ho scoperto che gli italiani sono amati molto più di quanto avrei immaginato. Fortunatamente ho conosciuto una ragazza che abita proprio davanti a me che mi da un passaggio tutti i giorni per andare a scuola, così non devo prendere lo scomodo autobus giallo!
Quindi non posso lamentarmi in questo senso, saluti a tutti dagli USA.






Glenda dal Venezuela

Ciao!!
Ormai sono in Venezuela da un mese e adoro questo posto! Adoro la tranquillità della mia città; adoro la disponibilità delle persone e l'allegria che c'è sempre nell'aria, in primis nella mia famiglia!

I Venezuelani sono persone molto divertenti: fanno battute e scherzano di continuo. Certo, all'inizio, da europea introversa, mi sono dovuta abituare anche a questo,ma ora non ci faccio già più caso e rido insieme agli altri, perché sono persone che non si prendono troppo sul serio e così ridono innanzi tutto di loro stessi.
La prima settimana, devo ammetterlo, è stata molto difficile: insomma, prima di partire ti senti pronta, poi manca pochissimo alla partenza e cominci a realizzare che stai davvero per partire per un anno, infine arrivi dall'altra parte del mondo e crolli. La cosa migliore però di questa esperienza è che le persone che incontri riescono sempre a farti sentire a casa. Non è facile per nessuno, ma è una scelta che ti rende più coraggioso e, quando c'è un momento difficile o in cui sei triste, non devi far altro che parlarne con qualcuno e poi continuare a sorridere perchè l'esperienza è una sola e il tempo passa velocissimo: se penso che questo è solo un anno della mia vita, un'unica grande occasione per migliorarmi, rimpiango la prima settimana quando piangevo e dicevo "io non ce la faccio a stare qui". Poi uscivo dalla mia stanza, parlavo con la mamma venezuelana e tutto passava. Ancora ora, se non mi vede con il sorriso sul volto, mi dice:" Vivi giorno per giorno e cerca sempre di fare del tuo meglio". E con queste parole in testa, ogni giorno mi sveglio e vivo la giornata,raccogliendo sempre ciò che il Venezuela mi offre.
Le differenze con l'Italia le ho avvertite poco a poco: inizialmente il cibo, che qui è piccante e ricco di formaggio,prosciutto e molta carne; poi ho notato la diversità nello stile di vita: qui ci si alza presto, si esce e si rientra la sera. La prima cosa però a cui uno pensa è l'insicurezza del Venezuela ed è anche la prima cosa a cui deve stare attento e per questo devo sempre stare "pila", cioè sveglia e attenta a tutto; però se uno si fa mille problemi ed è sempre in ansia, non vive bene l'esperienza e non riesce ad adattarsi alla vita del posto, dove ogni giorno si convive con questo problema. Oltretutto ieri, 7 ottobre, ci sono state le elezioni presidenziali e il clima, in queste settimane, è stato molto agitato perchè sono state elezioni molto attese.
Per quanto riguarda lo spagnolo, sto facendo un corso con un insegnante per riuscire a comunicare e a scrivere bene; a scuola dovrò portare la divisa, ma non è ancora iniziata per via delle elezioni; so che andrò dalle 13 alle 18 perchè sono stata inserita nell'ultimo anno.
Questa esperienza ti cambia, ti migliora e ti fa capire quanto è bello e vario il mondo.
Il Venezuela è una terra ricca e so che mi darà tanto; grazie Intercultura per questa opportunità che sto vivendo!!






Gabriele dalla Cina

Qui mi trovo bene, mi piace la citta' perche' tutti i servizi sono a portata di mano (ed e' tutto anche abbastanza "cheap").

Con la famiglia mi trovo bene, la mamma e' l'insegnante d'inglese della scuola ed e' sempre molto carina con me; il papa' e' un poliziotto e lo vedo soltanto due sere a settimana.
Il fratello ha un caratterino particolare, ma mi sto abituando :-P...

La scuola, come scritto prima e' abbastanza pesante per me che sono nel "12th grade".
Si comincia alle 7:10 e si finisce alle 22:00 con una pausa dalle 12:10 alle 15 e dalle 18:00 alle 19:00...
Questa prima settimana di scuola ho frequentato anche le night classes ma e' decisamente troppo pesante questo orario per me cosi' dalla prossima settimana finisco "soltanto" alle 18 :D.

Cosa mi ha colpito (particolarmente: ne' positivamente ne' negativamente) e' il fatto di essere osservato.
Spesso e' una bella sensazione il fatto di essere perennemente scrutato, di essere il diverso...
La gente qui e' molto socievole e vogliono tutti (o quasi, molte ragazze sono troppo timide) scambiare due parole con l' "ida li ren" (ragazzo italiano).

Per quanto riguarda la lingua qui bene o male riesco a parlare con l'inglese, anche se non lo masticano molto ;)
Di cinese io so purtroppo solo poche frasi base, ma spero di impararlo dalla prossima settimana, quando cominceremo il corso di cinese...

Che altro aggiungere, non saprei... Ah, il cibo me lo aspettavo peggiore... Penso che sopravvivero' anche se mangiano troooppo riso.



Share!